A seguito del ritrovamento di alcune strutture di età romana durante le operazioni di bonifica bellica, preliminari alla costruzione di nuovi edifici nell’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo di Bologna, è stato affidato alla società Phoenix Archeologia l’incarico di eseguire lo scavo archeologico dell’estesa area interessata dall’intervento, operazione che ha comportato l’impiego di circa 20 archeologi per una durata complessiva di 2 anni.
Lo scavo ha permesso di documentare tracce di frequentazione antropica pertinenti a un lungo periodo cronologico che va dall’età del Rame (IV-III millennio a.C.) all’età tardoantica-altomedievale (VII secolo d.C.).
A circa 7 metri di profondità dall’attuale piano di campagna sono emerse le evidenze di un insediamento eneolitico rappresentate principalmente da piani di frequentazione, focolari, fosse per la captazione dell’acqua e resti in negativo di strutture abitative e recinzioni.
Al di sopra di queste, a circa 5 metri di profondità dall’attuale piano di campagna, sono state individuate infrastrutture divisorie e sepolture di età protostorica, riferibili a un ambito cronologico compreso tra il VII e il V secolo a.C., le quali risultano pressoché complanari a una villa di età romana, estesa, nel momento della sua massima espansione, per oltre 3300 mq. L’importante complesso strutturale, sorto nel I secolo a.C., ma preceduto da una piccola fattoria risalente probabilmente al II secolo a.C., fu utilizzato fino al VI-VII secolo d.C., con vari ampliamenti e ristrutturazioni.
L’edificio era servito da due strade in ciottoli, entrambe con orientamento conforme alla centuriazione facente capo alla città di Bononia. Lungo una di queste si disponevano alcune tombe in cassa laterizia probabilmente appartenenti ai proprietari della tenuta.
Del complesso strutturale, rappresentato nel suo assetto definitivo da una serie di ambienti disposti a schiera lungo i quattro lati di un’ampia area cortiliva, si riconoscono stalle e magazzini, impianti produttivi e ambienti residenziali, questi ultimi dotati di pavimentazioni in malta cementizia con inserti decorativi di tessere musive in pietra bianca e nera.
Tra le più rilevanti evidenze pertinenti alle ultime fasi di utilizzo della villa spicca una tomba “alla cappuccina” databile tra la fine del V e l’inizio del VI secolo d.C. al cui interno sono stati individuati due preziosi oggetti di corredo rappresentati da fibbie in oro.