Le operazioni di pronto intervento messe in atto nel corso dello scavo archeologico, finalizzate al recupero, al trattamento e alla conservazione di manufatti, mobili e immobili, sono da considerarsi complementari all’indagine archeologica.
Per quanto riguarda i resti architettonici, le operazioni di pronto intervento sullo scavo possono essere effettuate nella prospettiva della conservazione in situ e della presentazione e fruizione al pubblico. Operando nell’ottica della conservazione, oltre a limitare il deterioramento dei reperti rinvenuti, si può evitare la perdita di dati, che può derivare dall’avere sottovalutato le conseguenze degli interventi messi in atto.
Le condizioni di vulnerabilità dei siti e delle strutture rimesse in luce possono presentare ulteriori peggioramenti a causa di trasformazioni di natura antropica o naturale. Il contenimento dei processi degenerativi può essere legato alle decisioni che si prendono prima e durante gli scavi. Per poter intervenire sullo scavo sono dunque indispensabili alcune nozioni fondamentali sul trattamento dei reperti, che integrano la pratica archeologica.
I restauratori di Phoenix Archeologia hanno maturato sugli scavi in cui hanno operato nel corso di molti anni una notevole sensibilità, dovuta alla combinazione di competenza ed esperienza diretta negli ambiti conservativi e stratigrafici. La maturità professionale acquisita permette di effettuare interventi conservativi attenti e consapevoli, e di seguirne le sorti attraverso piani di manutenzione pluriennali.