Castel Bolognese (RA), Canale dei Mulini

2019-2022
COMMITTENZA: Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale
DIREZIONE SCIENTIFICA: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini (SABAP-RA)

Gli scavi svolti tra il 2019 e il 2022 per la “cassa di espansione” collegata al Canale dei Mulini a Castel Bolognese (RA) hanno portato all’individuazione di numerose tracce di antichi insediamenti, relativi a un arco cronologico che va dall’età del Bronzo all’età medievale.

Le evidenze di frequentazione del sito risalenti all’età del Bronzo si limitano a pochi frammenti ceramici sparsi.

Di maggiore rilievo sono invece le testimonianze dell’età del Ferro (VIII-VII secolo a.C.): gli archeologi hanno individuato in questo caso le impronte dei pali portanti di una struttura lignea — probabilmente una capanna — di cui non è stato possibile definire con certezza né le dimensioni né la funzione. Accanto a essa, sono stati rinvenuti anche i resti di una tomba a incinerazione indiretta, accompagnata da un ricco corredo composto da recipienti ceramici e monili in lega di rame.

Per quanto riguarda l’età romana, sono emerse due ampie e profonde buche circolari, probabilmente utilizzate come cisterne o pozzi. Queste strutture sembrano riconducibili alla fitta rete di ville e fattorie distribuite sul territorio secondo l’ordinamento della centuriazione: un sistema regolare di strade, canali e suddivisioni agrarie con cui i Romani organizzarono e colonizzarono l’area a partire dal II secolo a.C.

Oltre ai rinvenimenti di età protostorica e romana, gli scavi archeologici hanno restituito importanti testimonianze relative a una tumba di età bassomedievale (XIV secolo): un’azienda agricola il cui nucleo centrale, rappresentato dall’abitazione padronale, dalle abitazioni dei contadini e dai principali edifici funzionali (es. granai e forni), sorgevano su un rilevato artificiale circondato da fossati e protetto da palizzate.

Le tumbe o motte erano luoghi sopraelevati rispetto al piano di campagna circostante, circondati da fossati e difesi da palizzate in legno. All’interno del quadrilatero così delimitato si trovavano solitamente diversi edifici funzionali: la casa padronale (talvolta un vero e proprio piccolo palazzo), una torre colombaia, le abitazioni dei contadini, il granaio, il forno e altri annessi agricoli.

Lo scavo ha permesso di individuare non solo una porzione dei fossati che delimitavano la tumba, ma anche il sistema delle canalizzazioni che suddividevano e regolavano gli spazi agricoli esterni. In prossimità della tumba si trovava inoltre con ogni probabilità un “recetto”: un recinto, probabilmente in legno, adibito a rifugio temporaneo per le famiglie contadine della zona, in caso di pericolo, rappresentato, al tempo, dalle frequenti scorrerie armate e dalle razzie che colpivano le campagne.

Al termine delle indagini Phoenix Archeologia ha eseguito la catalogazione e il restauro dei reperti attualmente visitabili presso il Museo Civico di Castel Bolognese.

Servizi applicati

Esecuzione scavi stratigrafici
Analisi malacologiche
Analisi post-scavo
Catalogazione e attività museale
Restauro di beni mobili

Pubblicazioni