L’esecuzione di interventi di restauro di qualunque genere su beni culturali, compresi beni mobili, è subordinata all’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza in applicazione del D. Lgs. n. 42/2004. Rientra nella più ampia nozione di conservazione del patrimonio culturale, che secondo il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si articola in tre aspetti fondamentali (art. 29 D. Lgs. 42/2004):
Nel caso di restauro di beni culturali mobili (art. 21 commi 4 e 5 e art. 31 del D. Lgs. 42/2004), viene richiesta un’autorizzazione del Ministero per l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché a ogni altro ente e istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti (art. 10 del D. Lgs. 42/2004), nonché dei beni di proprietà privata dichiarati di interesse particolarmente importante ai sensi dell’art. 3 della L. 1089/1939 o oggetto di dichiarazione di interesse ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 42/2004.
L’autorizzazione per l’esecuzione di opere e lavori di qualsiasi genere sui beni culturali viene fornita dal personale qualificato di Phoenix Archeologia attraverso la presentazione agli enti preposti di progetti completi per i diversi materiali, con descrizione tecnica delle attività proposte.
Phoenix Archeologia è in grado di seguire ogni aspetto conservativo che riguarda i Beni Archeologici, dal recupero razionale sullo scavo al restauro in laboratorio, funzionale alla conservazione e valorizzazione di reperti.