Dai sondaggi archeologici preventivi alla realizzazione di uno stabile industriale in via Benini n. 4 a Zola Predosa, affidati a Phoenix Archeologia, sono emerse diffuse evidenze di frequentazione dell’area durante il Bronzo Antico.
I successivi scavi archeologici, anch’essi condotti da Phoenix Archeologia, hanno permesso di documentare le tracce di un insediamento e, in prossimità dello stesso, la presenza di un tumulo funerario di circa 10 m di diametro, sottoposto nel tempo a reiterati e più o meno estesi interventi di ripristino e modifica.
Nel suo assetto definitivo, il monumento funebre doveva apparire come un modesto rilevato artificiale probabilmente cinto da una palizzata perimetrale, della quale si hanno solamente riscontri indiretti.
Due le inumazioni correlate alla struttura sepolcrale.
La prima, pertinente a una donna di età matura, è stata individuata a circa 7 m di distanza dal tumulo. Al di sopra dello scheletro, all’altezza del torace, erano presenti frammenti di conchiglie interpretabili come bottoni o vaghi di collana. A elementi decorativi del vestiario risultavano invece riconducibili le decine di conchiglie del mollusco Tritia neritea forate e concentrate all’altezza dell’addome e lungo il fianco sinistro della defunta.
La seconda tomba, collocata al centro del tumulo e delimitata da ciottoli posati sul terreno, apparteneva a un individuo di circa 20 anni. Non risultano in questo caso presenti oggetti di accompagnamento dell’inumato, sul cui volto è stato rinvenuto ciottolo di forma squadrata, che si ritiene posato in maniera intenzionale, essendo esso morfologicamente differente dai ciottoli messi a copertura della tomba. Questi ultimi erano forse in origine contenuti da sponde in legno, fissate mediante montanti lignei infissi nel terreno, dei quali ancora si conservano le tracce in negativo.
Incontri Annuali di Preistoria e Protostoria n. 10
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