Le campagne di scavo svolte nel biennio 2023-2025 hanno interessato larga parte dei resti del teatro romano di Claterna, realizzato verso la fine del I secolo a.C. e in grado di ospitare oltre 2000 spettatori grazie a una cavea di circa 60 m di diametro.
Le spoliazioni, avvenute durante il IV-V secolo d.C. hanno gravemente alterato il monumento, dal quale sono stati asportati quasi tutti gli alzati e gli elementi di rivestimento.
Per contro, esse non hanno compromesso la leggibilità planimetrica del teatro nel suo complesso e, anzi, hanno portato allo scoperto alcuni elementi di grande interesse connessi alle sue fasi e tecniche realizzative e alle tecnologie legate agli apparati scenici. A tale proposito, meritano menzione gli elementi pertinenti alla movimentazione del sipario (aulaeum) e in particolare le profonde fosse in muratura destinate a ospitare i pali di sostegno del sipario stesso, quando questo veniva calato.
Molti i manufatti di grande interesse recuperati dai terreni di riempimento delle fosse di spoliazione: dai frammenti di lastre marmoree iscritte o modanate agli oggetti di vita quotidiana, tra i quali citiamo, a solo titolo di esempio, un vago di collana o bracciale in pasta vitrea raffigurante un volto femminile, una lucerna con maschera teatrale a rilievo e un nettaorecchi in osso.
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